Vi potete alzare alle 5 e leggere tutti i quotidiani e i forum del mondo.
Potete fare tutte le analisi che volete, per quanto brillanti e lungimiranti, ma alla fine solo una cosa possiamo dire: la reazione dei mercati allo show di Trump di ieri sera è stata tutto sommata equilibrata e nessun minimo importante è stato rotto.
Dopo la botta iniziale, avvenuta dopo le 22.00 a mercati chiusi, i futures SP500 sono crollati e poi si sono fermati a metà strada.
Finché regge il minimo di 5.580 dell’SP500 direi che siamo a posto.
Se cede andiamo a 5.300 dell’SP500.
Non vale la pena citare Tokio perché anche lì i “ragazzi” sui futures sono andati a raccogliere qualche ordine di vendita stop e poi sono rientrati e al momento di scrivere sono esattamente sul minimo di settembre scorso, quello che per intenderci corrisponde al 5.580 dell’SP500.
Morale del discorso: i prezzi avevano già scontato le barriere tariffarie e i mercati hanno reagito d’impulso più per andare a mangiarsi qualche stop che per capire la direzione futura.
Non vorrei fare l’eterno ottimista, che è una etichetta dalla quale è difficile allontanarsi in futuro, ma pur nella negatività del momento i prezzi hanno già visto il fondo.
Ci sarà una apertura pesante sul nostro listino nell’ordine del 2% al ribasso ma nel corso della giornata dovremmo vedere un riequilibrio.
Non è arrivata ancora la fine del mondo, almeno per il momento.
L’autore del presente articolo è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e non detiene gli strumenti oggetto delle sue analisi.
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