In un panorama di mercato segnato da sfide e incertezze, emergono interessanti opportunità per chi guarda al medio-lungo periodo. Attraverso l’analisi dei principali driver e delle criticità, cercheremo di individuare i fattori chiave che potrebbero favorire un recupero e creare valore nel tempo.
Analizziamo uno dei più importanti operatori del mondo delle bevande alcoliche...
Fondata nel 1860, Davide CAMPARI-Milano S.p.A. è oggi tra i principali protagonisti mondiali nel settore delle bevande alcoliche, con un portafoglio diversificato che include aperitivi iconici come Aperol e CAMPARI, distillati premium come Wild Turkey e Grand Marnier, oltre a vini spumanti come Cinzano. Negli anni, l'azienda ha rafforzato la sua posizione grazie a una serie di acquisizioni strategiche, tra cui Grand Marnier e Lallier, espandendo la propria presenza in oltre 190 paesi.
FATTURATO 9M 2019-2024 DI CAMPARI
Negli ultimi cinque anni, CAMPARI ha registrato una crescita annua composta del fatturato pari al +11%. Tuttavia, i primi nove mesi del 2024 hanno evidenziato un rallentamento, con una crescita organica limitata al +3,4%.
Il terzo trimestre ha segnato un'ulteriore flessione, portando la crescita dei ricavi a un modesto +1,36%.
Questo rallentamento può essere attribuito a diversi fattori:
- Condizioni climatiche avverse: Il maltempo in primavera e a settembre ha influito negativamente sulla cruciale stagione degli aperitivi in Europa, in particolare in Italia, mercato chiave per CAMPARI. Inoltre, eventi estremi come l'uragano in Giamaica hanno interrotto la supply chain, causando carenze di prodotto.
- Inflazione e pressione sui redditi disponibili: L'inflazione ha ridotto il potere d'acquisto dei consumatori, con un impatto soprattutto sui prodotti premium. Questo ha portato a ordini più cauti da parte dei distributori, che hanno mantenuto livelli di inventario contenuti.
- Saturazione del mercato negli alcolici premium: L'aumento dei prezzi per compensare i costi crescenti ha ulteriormente frenato i volumi di vendita, in un contesto di competizione sempre più serrata.
- Cambiamenti nei modelli di consumo: La crescente attenzione verso opzioni più salutari, come le bevande analcoliche o a basso contenuto alcolico, ha penalizzato alcune categorie tradizionali, tra cui superalcolici e liquori.
- Regolamentazioni e tassazione: L'aumento delle accise in mercati chiave ha ulteriormente compresso i margini del settore.
CAMPARI si trova così a fronteggiare una combinazione di sfide macroeconomiche, settoriali e specifiche. La debolezza dei consumi, i cambiamenti nelle preferenze dei consumatori e le difficoltà logistiche rappresentano ostacoli significativi. Tuttavia, l'accento posto "sul posizionamento premium" e l'espansione nei mercati emergenti potrebbero aprire spazi di recupero nel medio termine.
MARGINALITÀ DI CAMPARI 9M 2019-2024
Nonostante il modesto incremento del fatturato, la marginalità è risultata in contrazione: i costi sono cresciuti a un ritmo superiore rispetto ai ricavi.
Nei primi nove mesi del 2024, l'EBIT margin adjusted è sceso al 21,9% (-140bps rispetto al 2023), riflettendo pressioni sui costi e minore efficienza nell'assorbimento delle spese fisse.
Il terzo trimestre ha subito un calo organico del -18,2% nell'EBIT, principalmente a causa di volumi di produzione inferiori e di un mix di vendite meno favorevole.
ROIC VS WACC DI CAMPARI
Come evidenziato nel grafico, il core business di CAMPARI ha dimostrato la capacità di generare un ROIC (Return on Invested Capital) significativamente superiore al WACC (Weighted Average Cost of Capital).
Questo elemento rappresenta un criterio essenziale nella selezione di titoli "value": la capacità di generare valore attraverso il rendimento del capitale investito.
SITUAZIONE PATRIMONIALE DI CAMPARI
CAMPARI può vantare una struttura finanziaria solida, con debiti finanziari pari al 32% del totale delle attività.
Tuttavia, la Posizione Finanziaria Netta (PFN) si presenta negativa e in peggioramento, principalmente a causa della recente acquisizione di Courvoisier, costata ben €1,2 miliardi.
Courvoisier, storico marchio francese fondato nel 1809 e specializzato nella produzione di cognac, rappresenta un’aggiunta prestigiosa al portafoglio di CAMPARI, grazie alla sua presenza nel mercato del lusso e alla reputazione per l’eccellenza dei suoi prodotti.
FLUSSI DI CASSA DI CAMPARI
Il core business di CAMPARI ha continuato a generare flussi di cassa operativi positivi, seppur in diminuzione. Tuttavia, le acquisizioni e altre attività di investimento hanno assorbito una quota significativa di liquidità, rendendo necessario il ricorso all'indebitamento.
GRAFICO DI CAMPARI
Il titolo si è recentemente riposizionato sopra il supporto indicato in viola. Una violazione di questo livello potrebbe scatenare un’ulteriore ondata ribassista.
Per un recupero dell'up-trend, un elemento necessario ma non sufficiente, sarà il superamento della trendline discendente tracciata in fucsia.
ANALISI DEI COMPETITOR
Il settore del beverage sta attraversando una fase delicata. Tutte le aziende del campione analizzato mostrano, su base annua, un calo delle vendite. CAMPARI, tuttavia, si posiziona meglio della media.
Su un orizzonte quinquennale, CAMPARI evidenzia una crescita superiore rispetto ai comparables. Tuttavia, il suo EBITDA margin rimane inferiore alla media settoriale.
L'analisi dei multipli rivela una contrazione significativa rispetto alle medie degli ultimi dieci anni, suggerendo che il mercato potrebbe aver penalizzato eccessivamente i titoli, CAMPARI incluso, che continua però a scambiare a premio.
Da quanto emerge qui di seguito, negli ultimi due anni, tutti i titoli del campione hanno riportato un andamento particolarmente negativo delle loro quotazioni.
RIFLESSIONI
Il settore del beverage, e in particolare quello dei distillati, vive un periodo complesso. Le difficoltà del comparto si riflettono chiaramente nei prezzi azionari.
CAMPARI, nonostante un contesto sfidante, conserva fondamentali solidi e multipli storicamente in contrazione.
Tra le incognite future spiccano eventuali dazi e nuove restrizioni legislative.
Dal 15 gennaio, il timone della società è stato affidato al CEO Simon Hunt che prende il posto del dimissionario Matteo Fantacchiotti, che per motivi familiari aveva rinunciato all'incario dopo soli cinque mesi.
Il titolo, al momento, sconta uno scenario negativo: eventuali sorprese positive potrebbero rappresentare un'opportunità di recupero.
Un ingresso LONG resta comunque rischioso. Meglio attendere segnali più chiari, sia tecnici che fondamentali, prima di prendere posizione.
Chi possiede un profilo più aggressivo potrebbe, tuttavia, valutare un acquisto anticipato.
RIEPILOGO DELLE SEGNALAZIONI:
PORTAFOGLIO TOTAL RETURN:
L’autore del presente articolo potrebbe detenere i titoli oggetto della sua analisi.
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